La casa di Tamara
FrancaParigi 1911. Tamara Platonovna Karsavina, étoile dei Balletti Russi, affitta una casa e inizia il diario della trasferta. “Inizio questo diario nell’intento di migliorare il mio carattere.”
La casa ha quattro stanze. Porte e finestre che servono per far entrare e uscire una grossa risata e la capriola dell’uccello di fuoco. Tamara ha apparecchiato per quattro.
Diaghilev è passato a prendersi un caffè.
Nijnsky si è soffiato il naso.
Ma Cocteau quella sera si è seduto e non è andato più via.
“La casa di Tamara” è un libro che si costruisce e si gioca. Cucina, camera da letto, salotto, camera da bagno appaiono dopo un semplice gioco di incastri e i mobili si costruiscono staccando le fustelle. Le pareti contengono pezzi di storia del balletto classico e misteriose tracce da seguire. E Tamara? Dov’è la bellissima? Se vederla vuoi, ti tocca prendere foglio, matita e iniziare il tratteggio.
Delbert Pascale, La casa di Tamara, Donzelli Editore 2011
Solitario
FrancaSe mi riesce mi ama.
Se mi riesce domani c’è il sole.
Se mi riesce trovo lavoro.
Se mi riesce non parto.
Se non mi riesce io baro.
Altezze
FrancaCenzina: Nonno perché tu leggi sempre?
Nonno: Per diventare più alto.
Cenzina: Ma scusa nonno, mica i libri li metti sotto i piedi!
Nonno: No Cenzina, li aggiungo in testa.
Cenzina: Nonno nonno, se io domani leggo un libro, di quanto cresco?
Nonno: Di una virgola, Cenzina!








